CASCINA dell'Arte Fonte Strola - A L B E R T I N I
A L B E R T I N I  
novara milano venezia

CASCINA dell'Arte Fonte Strola 

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CASCINA dell'Arte Fonte Strola

Il complesso è circondato da verdi boschi e prati, dove in lontananza spicca la bellezza del Monte Rosa, tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta.
L'Architetto Albertini ha creato in questo spazio, esempio della sua professionalità, uno showroom  permanente delle sue opere.
Il nome della “Cascina dell'arte Fonte Strola” deriva da alcuni studi fatti sulle mappe antiche della zona, dai racconti dei nonni e dai ricordi. Si racconta  che in prossimità dei boschi della cascina c’era una fonte antica di origine medioevale di nome Strola,  che solo in tempi recenti purtroppo è stata chiusa.
Questa fonte prendeva il nome dal torrentello che circonda la cascina Roggia Strola.
La cascina si trova a ridosso dei muri antichi di un piccolo borgo. I rari resti sulle facciate, la conformazione tipologica e la sua forma ci segnalano che le sue origini erano evidentemente medioevali. Probabilmente dimora di un signorotto, esisteva al suo interno un piccolo castello di campagna. Rimane la traccia della sua esistenza solo nel nome della via che si interseca con i muri antichi, via “Castello”, la cui denominazione identifica evidentemente le origini del borgo.
Lungo questi  muri vi era molto probabilmente il percorso che portava alla Fonte Strola. Negli anni se ne sono perse le tracce, ma i vecchi ricordano che tutti passavano dalla cascina per prendere l’acqua alla Fonte Strola. Parte della vecchia cascina di proprietà del mio bisnonno era stata costruita da lui verso la fine del 1900 sul lato est  soprastante proprio i resti dei muri  antichi  in pietra del vecchio borgo  medioevale. E a conferma del fatto che c’era una strada che portava alla fonte Strola che fiancheggiava i muri antichi del borgo, sono state rinvenute nel corso della ristrutturazione alcune pietre sotto i pavimenti della vecchia cascina. Pietre che molto probabilmente  facevano parte del lastricato del percorso  originario medioevale che si snodava  lungo i muri dell’antico castello. Percorso  che portava appunto all'antica Fonte della  Strola.  
Mia nonna raccontava di come l’acqua era buona e cristallina, e io stessa ero andata più volte a berla. E la gente della zona sino a poco tempo fa, veniva a prenderla ed a raccoglierla in botti e bottiglie”.
La Fonte della Strola era famosa. Poi è stata chiusa.
Mia madre racconta della fatica  che doveva fare per portare a casa i secchi di acqua e di come la gente del paese preferisse fare la scorciatoia passando dalla nostra cascina e dai campi vicini per andare alla fonte.” I campi avevano ognuno un nome, "Pasquarò", "Bitracca", "Cìos", "Campasc". Erano tempi i cui tutti si aiutavano  e l’acqua era per tutti fonte di vita e di amicizia.
Un tempo c’era molta acqua anche nella Roggia della Strola e  le donne  del paese andavano a lavarvi i panni. Infatti troviamo ancora i resti di un bellissimo lavatoio abbandonato proprio ai piedi del bosco della cascina.

...La cascina nel corso degli anni è stata divisa in due proprietà che hanno agito sugli immobili trasformandoli e diversificandoli nel tempo sia come qualità dei manufatti architettonici che come conformazione tecnica degli ambienti.

La sfida progettuale è stata quella di riportare la vecchia cascina e alcune sue parti molto ammalorate alla loro forma originale e rendere i diversi blocchi edilizi  uniti ed unici... segue ..

 
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.. e la storia continua...

Nel corso dei lavori di ristrutturazione sono state rinvenute in un'ala ad est dell'immobile tracce di forni per la cottura dei mattoni del periodo, si suppone di  fine  settecento, come confermano le carte Teresiane e  come confermato dai racconti dei vecchi che parlano dell'esistenza di una fornace per la cottura dei mattoni.  Va detto,  come la storia dell'architettura ci insegna, che nelle vicinanze di importanti costruzioni  come ville in mattoni in quell'epoca, si organizzava nelle loro vicinanze una fornace per la produzione dei mattoni.   Infatti al di là della Roggia Strola, abbiamo la Villa Magnani che risale a quell'epoca, purtroppo anch'essa, come il suo lavatoio è in uno stato di abbandono.
Altra traccia che ci conferma  la presenza di una antica fornace è il fatto che l'area attorno al complesso edilizio  risulta essere ad un livello molto più basso rispetto al livello del contesto  e delle campagne  che lo circondano. Questo ci segnala che evidentemente è stata utilizzata e rimossa   una  enorme quantità di terra. Dai sondaggi del  terreno circostante l'immobile, è risultata anche la presenza di terra argillosa, ottima  per la costruzione dei mattoni. 
Le murature bruciate della fornace hanno richiesto un attento intervento di consolidamento strutturale dei muri.
Sono stati mantenuti con difficolta e ricerca di soluzioni tecniche specifiche, i soffitti originali per  portare alla luce i voltini in mattone caratteristici di questi immobili. Sono stati mantenuti i pavimenti in cotto antico e vecchi ritrovati. La cascina era evidentemente come si distingue nelle mappe antiche composta originariamente da un primo unico corpo centrale, attorno al quale poi, nel corso dei secoli e delle generazioni, sono stati costruiti altri corpi edilizi, sino a renderla e a trasformarla in quella che oggi è nella forma ad elle dello stato attuale.

E’ stato un progetto impegnativo di recupero integrale di un caratteristico immobile  rustico agricolo della zona del novarese, formato da un struttura diversificata di muri portanti di tipo misto, sassi e mattoni. Gli stessi sassi che ancora oggi troviamo nel nostro terreno, forse i sassi recuperati dai resti dell'antico castello medioevale .
Muri portanti senza fondazioni, che sono stati sanificati dall'umidità e volutamente, dove è stato possibile, mantenuti a vista con soluzioni tecniche ed estetiche per il passaggio degli impianti.
L'attenzione posta dall'arch. Albertini per il contesto e le problematiche che si venivano a  creare nel corso dei lavori, hanno così suggerito interessanti soluzioni architettoniche e tecniche  in conformità dei vincoli urbanistici ed edilizi progettuali.  
L'immobile che si integra perfettamente con il contesto naturale che lo circonda, è all'avanguardia anche per il risparmio energetico grazie ad un differenziato  impianto ibrido e fotovoltaico.

La struttura ad  elle dell’immobile crea così  un ala  riservata tra la campagna e i boschi circondati dalla Roggia Strola e la corte a sud dove è stata posizionata una fontana antica originale in marmo a ricordo della antica Fonte Strola.
L'Architetto Albertini ha creato in questo spazio unico,  esempio della sua professionalità, un luogo espositivo permanente delle sue opere, atelier e studio, dove si coniugano arte natura e architettura.


Il complesso, posto  nelle vicinanze del Lago Maggiore e del Lago d'Orta, a un kilometro dall'autostrada, è circondato da verdi boschi e spaziosi prati, dove in lontananza spicca la bellezza del Monte Rosa, si configura come il  luogo ideale per progetti  ambiziosi, per grandi installazioni artistiche e incontri d’arte...parliamone...
contatto: [email protected]

 
 


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